Le bûcher d'Hector

Remonter

   
 
LIBRO XXIV
 
Lamento di Andromaca
versi 720-745
 
Rogo di Ettore
versi 776-804
 

Intorno al letto funèbre misero i cantori

 dei compianti. Le donne piangevano.

 E Andromaca cominciò il suo lamento

 stringendo tra le mani la testa di Ettore,

 féroce nelVuccidere: «Tu muori cosi giovane

 e"mi lasci vedova nella tua casa !

 II bambino, nato da noi infelici, non parla

 ancora. Forse non toccherà la giovinezza:

 la città sarà distrutta prinia. Sei morto proprio tu

 che la difendevi da solo, che salvavi le madri

 e i loro piccoli figli. Presto le donne

 saranno portate via sulle navi, e io con loro.

 Tu, figlio, seguirai me, e con pena

 dovremo sopportare insienie i lavori indegni

 che ci impone un padrone spietato.

 0 un Acheo ti buttera con sdegno giù dalle mura

 forse perché Ettore gli uccise un fratello

 o un figlio o il padre. La forza di Ettore

 ha fatto mordere la terra a infiniti Achei.

 Si, tuo padre era inesorabile nella strage.

 Per questo il popolo lo piange in tutta la città.

 Hai lasciato lacrime, maledizioni

 e angosce al padre e alla madre,

 ma più di tutti a me dolore amaro, Ettore.

 Non mi hai stretta la mano dal tuo letto di morte,

 né lasciata una sola parola di saggezza

 da ricordare giorno e notte mentre piango».

 Elenaa parlò tra le lacrime e la folla piangeva.

 Allora il vecchio Priamo si rivolse al popolo :

 « Andate, Troiani : in città occorre molta legna,

 e non temete insidie da parte degli Achei.

 Achille mi disse, quando abbandonai le sue navi,

 che ci lascerà in pace fino a che spunti

 la dodicesima aurora». A queste parole

 si aggiogarono i buoi e le mule ai carri

 e il popolo andò verso le porte di Ilio.

 Per nove giorni entrò legna in città,

 e quando apparve, luce degli uomini

 la décima aurora, portarono piangendo

 il glorioso Ettore al rogo. Misero in alto

 il suo corpo e accesero il fuoco. Riapparve

 la figlia délia luce, l'Aurora dalle dita di rose,

 e tutti si riunirono intorno al rogo di Ettore

 splendente. Prima spensero il fuoco

 con vino chiaro dove s'erano alzate le fiamme

 con violenza, poi i fratelli e i compagni

 versando lacrime pesanti raccolsero le sue bianche

 ossa, e avvolgendole in un morbido peplo

 di porpora le chiusero in un'urna d'oro

 che calarono in una fossa profonda.

 E sopra stesero moite grandi pietre,

 e con mani veloci alzarono il tumulo.

 Le guardie vigilavano in ogni luogo

 temendo un assalto degli Achei prima del tempo

 fissato. Finito il tumulo tornarono da Priamo.

 E il re, discendente di Zeus, seconde l’uso,

 offn un banchetto glorioso. Cosi fu onorata

 la tomba di Ettore domatore di cavalli.