Jeux funéraires de Patrocle

Remonter

   
 
LIBRO XXIII
 
Giochi funebri in onore di Patroclo
versi 651-699
 

 Così parlò, e udito l’elogio del figlio di Neléo,

 Achille si spinse tra la folla degli Achei

 e mise in campo i premi per l'aspro pugilato.

 Condusse nel circo, legandola, una mula

 di sei anni, forte alla fatica

 e dura da domare : e per il vinto una coppa

 a due anse. E fermo, in piedi, tra gli Argivi,

 disse: «Atridi, e voi Achei dalle belle gambiere,

 ecco i premi per gli uomini più abili

 e più tenaci a battersi coi pugni.

 Chi avrà in dono da Apollo la vittoria, chiara

 a ognuno degli Achei, ritorni alla sua tenda

 con la mula paziente, al vinto andrà la coppa».

 Tacque, ed ecco si alzò Epéo, figlio di Panòpeo,

 potente e grande e abilissimo pugile,

 palpò la mula forte alla fatica, e uriando disse :

 « S'avvicini chi avrà la coppa a due anse,

 perché la mula, dico, nessun altro degli Achei

 la porterà via: sono il più forte nel pugilato.

 Forse non basta che non sia primo nella lotta?

 Nessuno ha fama di maestro in ogni gioco.

 E questo dico e questo sarà fatto :

 gli squarcerô le carni, gli spaccherô le ossa :

 vengano i suoi compagni qui vicino

 per trascinarlo via, rotto dalle mie mani».

 Così disse e tutti rimasero fermi in silenzio.

 Solo Eurìalo fu in piedi, uomo simile a un dio,

 figlio del re Mecìsteo Talaiònide,

 che vinse i giovani di Tebe ai ludi funebri

 in onore di Edipo. Intanto l’assediava

`il Tidide, famoso nel lancio dell’asta,

 l’indtava alla voce con voti di vittoria.

 E gli legava ai fianchi la cintura

 e gli porgeva le strisce di bue selvaggio

 tagliate con arte. E gli atleti ormai pronti

 avanzarono in campo e, l’uno contro l'altro,

 alzate le mani robuste si colpivano insieme

 e incrociavano i pugni pesanti.

 Tremende scrosciavano le mascelle e scorreva

 il sudore sul corpo. Ma il mirabile Epéo

 s'avventa e martella sulla guancia

 anche se l'altro vigila ogni colpo :

 né ora più a lungo résiste Eurialo in piedi

 perché gli si piegano le splendide ginocchia.

 E corne quando il soffio di Borea rovescia il pesce

 sulla spiaggia viscida d'aighe e la nera onda lo copre,

 cos il vinto stava inerte a terra. Ma Epéo,

 generoso, lo sollevò di sotto le braccia.

 E corsero i fedeli compagni a portarlo via:

 e strascinava i piedi e sputava sangue denso

 col capo riverso da un lato. E appena fuori,

 ancora svenuto lo adagiarono fra loro.

 E avevano con sé la coppa, premio di Eurìalo.