Achille traine le corp d'Hector

Remonter

   
 
LIBRO XXII
 
Achille trascina il corpo di Ettore
versi 361-407
 

 Mentre parlava la morte lo avvolse,

 Fanima volò dal corpo e scese all’Ade,

 larnentando la sua sorte, la forza perduta,

 la giovinezza. Achille disse allora a Ettore :

 «Muori! Anch'io avrò la Moira

 quando vorranno Zeus e gli altri dèi immortali».

 E strappò dal cadavere l’asta di bronzo

 e la mise da parte. Poi gli tolse

 dalle spalle l’armatura insanguinata.

 Gli Achei corsero intorno a Ettore

 e ammiravano la sua statura, la bellezza perfetta.

 Tutti quelli che si avvicinavano a lui

 lo ferivano. Qualcuno diceva al vicino :

 «Certo ora è più tenero a toccarsi di quando

 bruciava le navi». Intanto lo colpiva con la lancia.

Finito di spogliarlo, Achille dal piede veloce

 disse rapidamente queste parole :

 «Amici, comandanti e gregari degli Argivi,

 ora che gli dèi mi hanno permesso di uccidere

 quest'uomo che ci ha dato molti mali,

 più di tutti gli altri insieme, andiamo lungo

 le mura con le armi per sapere qualcosa dèi Troiani,

 e prima, se, caduto Ettore, lasceranno la città alta

 o vogliono ancora resistere. Ma perché la mia mente

 pensa queste cose? E là tra le navi, senza tomba

 né pianti il corpo di Patroclo. Come dimenticarlo

 finché sarò vivo e potrò muovermi? Se poi nell’Ade

 non si pensa agli altri morti, anche là

 mi ricorderò del caro amico. Ora, giovani Achei,

 cantando l’inno di vittoria, andiamo verso le navi

 trascinando Ettore. Abbiamo avuto una grande gloria

 uccidendolo. I Troiani gli rivolgevano preghiere

 corne a un dio». Disse; e pensava ad azioni

 infami contro Ettore. Gli bucô i tendini

 dietro i piedi, dalle caviglie al calcagno,

 vi fece passare due liste di cuoio

 e lo legò al carro lasciando pendere la testa

 per farla strisciare a terra. E salito sul carro,

 tenendo alte le armi gloriose, sferzò i cavalli

 che subito volarono. Un turbine di polvere

 si alzò intorno al corpo trascinato :

 sconvoiti i capelli d'un nero quasi azzurro,

 la bella testa dentro la polvere. Così volle Zeus :

 i nemici dovevano trattarlo con infamia

 nella sua patria. La madre di Ettore, vedendo il figlio

 con la testa sporca di terra, si strappava i capelli,

 e gettando il velo scoppiò a piangere forte.