Combat autour du corp de Patrocle

Remonter

   
 
LIBRO XVII
 
Combattimento intorno al corpo di Patroclo
versi 412-434
 

 Senza riposo intorno al corpo di Patroclo

 le lance si urtavano tese e inoiti cadevano uccisi.

 Qualcuno dei Danai gridava :

 « Amici, non è segno d'onore tornare alle navi,

 meglio che qui si apra per noi la terra nera

 che lasciare ai Troiani la gloria di portare

 le spoglie di Patroclo in città». E qualche Troiano diceva:

 «Nessuno lasci il campo. Anche se il destino

 décide la nostra morte su questo corpo».

 Alle parole cresceva la furia dei soldati.

 Si battevano, e il rumore degli scontri,

 delle lance, giungeva continuo per l'aria

 fino al cielo. Ma i cavalli di Achille,

 estranei alla battaglia, piangevano la morte

 dei loro auriga gettato nella polvere

 da Ettore maestro di stragi. Invano Automedonte,

 il forte figlio di Dioreo, con lievi frustate

 o con le carezze o con dolci parole o minacce

 li incitava. I cavalli non entravano nella lotta

 né volevano tornare verso l’Ellesponto e le navi.

 E ognuno di essi restava immobile come una stele.