Athéna guide Dioméde durant la bataille

Remonter

   
 
LIBRO V
 
Atena guida Diomede durante la battaglia
versi 1-37
 

 A Diomede, figlio di Tideo, Pallade Atena

 diede forza e coraggio per farlo glorioso

 con alta fama tra gli Argivi.

 E fuoco continuo gli ardeva nell’elmo

 e nello scudo simile all’astro d'autunno

 che appare sugli altri luminoso

 uscito dalle acque dell’Oceano.

 La dea gli fece lampeggiare questo fuoco

 dal capo e dalle spalle e poi lo spinse

 dove gli scontri s'incrociavano fitti.

 Ora c'era un Troiano, un taie Darete,

 ricco e degno di stima, sacerdote di Efesto.

 Darete aveva due figli, Fegeo e Ideo,

 abili in ogni specie di combattimento,

 e da soli si lanciarono contro Diomede.

 Essi attaccavano dal carro e l’altro da terra.

 E quando furono vicini, l'une contro gli altri,

 primo fra i due, Fegeo vibra la lunga lancia.

 La punta dell'arma passò sulla spalla

 di Diomede senza colpirlo. Egli allora

 scagliò subito il bronzo, e il tiro non fu vano.

 Prese Fegeo sullo sterno e lo rovesciò dalla biga.

 Ideo saltò giù dal bellissimo carro

 e non ebbe cuore di restare a guardia

 del fratello ucciso. E anche lui sfuggì per poco

 alla nera Moira. Lo salvò Efesto

 coprendolo d'ombra. Non doveva il vecchio padre

 

restare solo, disperato a piangere.

 Poi il figlio di Tideo, staccati i cavalli,

 li affidò ai compagni per portarli alle navi.

 Igenerosi Troiani restarono sconvolti

 quando videro i due figli di Darete,

 l’uno salvo e l’altro ucciso presso il carro.

 Atena dagli occhi lucenti prese intanto per mano

 l'impetuoso Ares e gli disse: «Ares, Ares,

 amante della strage, sporco sempre di sangue,

 distruttore di città, non sarebbe meglio

 lasciare combattere i Troiani e gli Achei,

 sia che Zeus ami la gloria degli uni o degli altri?

 Ritiriamoci, eviteremo Fira di Zeus».

 Così disse e spinse via dalla battaglia

 il violente Ares e lo fece sedere sull’erba

 in riva allo Scamandro. E i Danai vinsero i Troiani.