Bataille entre Grecs et Troiens

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LIBRO IV
 
Battaglia fra Greci e Troiani
versi 507-538
 

 Con sdegno Apollo che guardava dall’alto

 di Pergaino gridô : « Troiani, domatori

 di cavalli, non cedete agii Argivi.

 La loro pelle non è pietra né acciaio :

 non può resistere ai coipi del bronzo

 tagliente. E Achille, il figlio di Teti

 dai bellissirni capelli, non combatte,

 sta presso le navi, pieno di forte collera».

 Queste parole disse dalla rocca di Pergamo

 il dio terribile. Intanto la figlia di Zeus,

 la gloriosa Tritonia, incoraggiava gli Achei

 andando fra i soldati che vedeva stanchi.

 E qui la Moira strinse Diore Amarancide :

 fu preso alla gamba destra, quasi al tallone,

 da una pietra acuta lanciata da Piroo,

 il comandante dei Traci, figlio d'Imbraso,

 venuto da Eno. La pietra crudele

 gli frantumô i tendini e le ossa. E cadde

 riverso nella polvere e stendeva le mani

 ai compagni e già rantolava. Ma Piroo

 si fece avanti e lo feri con la lancia

 all’ombelico. Si rovesciarono a terra

 le viscère e l'ombra gli scese sugli occhi.

 

Ma Toante Etolo, veloce, colpì Piroo

 alla mammella. Il bronzo entrò nel polmone.

 Poi Toante gli strappò dal petto la lancia

 e lo uccise con la spada acuta

 squarciandogli il ventre. Non gli tolse

 le armi perché c'erano là i suoi compagni

 con lunghe lance, i Traci dai capelli annodati

 sulla testa. Ed essi respinsero Etolo,

 grande, forte e superbo. I due restarono vicini

 nella polvere : uno guidava i Traci

 e l'altro gli Epei. Intorno a loro molli morirono.